IL FESTIVAL

Giglietto-ArgentoIl Festival del Giglietto e Ghiottonerie dei Monti Prenestini è l’evento che ogni anno porta nelle piazze di Palestrina la cultura enogastronomica di tutta la tradizione prenestina.

Nato dall’evoluzione della storica Sagra del Giglietto, il Festival negli ultimi anni ha ospitato in ogni edizione circa 22.000 persone e più di 40 espositori disposti su uno spazio di circa 6000 mq.

Qui potrete assaggiare i piatti tipici della tradizione locale, come gli gnocchetti a co’ de soreca, pasta e fagioli, le fettuccine prenestine, le sagnacce al sugo o le lane pelose. Oltre ai primi, potrete mangiare carni insaccate, cotte alla brace, essiccate o lessate nel sugo, e formaggi. In più potrete gustare i migliori vini della zona, come il Cesanese di Olevano Romano e il vino di Zagarolo, e le più buone birre dei pub e birrifici di Palestrina.

Ma potrete anche scoprire luoghi meravigliosi dei Monti Prenestini, dove la natura si fonde con storia, arte e cultura.

Naturalmente non potrete andarvene dal Festival senza assaggiare la pizza, i dolci della tradizione e il Giglietto, il biscotto tipico e simbolo di Palestrina in tutto il mondo.

 

STORIA DEL GIGLIETTO

 

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Il Giglietto è un biscotto secco a forma di giglio, a base di uova, zucchero e farina.

La sua storia è strettamente legata alla famiglia Barberini, Principi di Palestrina dal 1630.

Dopo la morte di papa Urbano VIII avvenuta nel 1644, la famiglia, vedendosi osteggiata a causa dell’avversione del nuovo papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), fu costretta a fuggire in Francia, ospite alla corte di re Luigi XIV (1638-1715).

I Barberini si spostarono in Francia con tutta la loro corte di paggi, cuochi e servitori.

Grazie all’intercessione del cardinale Antonio (1607-1671) e del cardinale Giulio Mazzarino (1602-1661) si ricucirono i rapporti con la Curia romana attraverso il matrimonio, celebrato nel 1653, tra Maffeo Barberini (1631-1685) e Olimpia Giustiniani (1641-1729), nipote prediletta di Innocenzo X.

Al rientro in Italia i cuochi vollero ricordare il soggiorno francese, omaggiando la Casa Reale, attraverso questo biscotto dalla forma di giglio che riprende appunto lo stemma araldico della Corona francese.

Dal 2014 è Presidio Slow Food e viene prodotto da alcuni forni delle città di Palestrina e di Castel San Pietro Romano.